Nel mese di marzo 2025, lo Stato Maggiore dell’Esercito ha promosso una serie di conferenze rivolte ai Volontari in Ferma Iniziale (VFI) del 3° blocco 2024, con l’intento di trasmettere e rafforzare quei valori etico-morali che rappresentano il fondamento della nostra Istituzione. Un’iniziativa di grande valore formativo, che ha permesso ai giovani militari di confrontarsi direttamente con esperienze autentiche di coraggio, sacrificio e dedizione al servizio.
Durante gli incontri alcune figure simbolo del nostro Esercito hanno condiviso le loro storie, offrendo spunti di riflessione che vanno oltre la dimensione professionale. Le parole del Sergente Maggiore Andrea Adorno, Medaglia d’Oro al Valore Militare per l’operazione Maashin IV in Afghanistan, hanno colpito per la lucidità con cui ha raccontato il valore della preparazione mentale e della resilienza. Emozionanti anche gli interventi del Graduato Scelto Stefano La Mattina e del Primo Maresciallo Enrico Mercuri, decorati rispettivamente con Medaglia d’Oro e Medaglia d’Argento al Valore dell’Esercito, che hanno saputo trasmettere con semplicità e forza il significato profondo del servire la Patria anche nei contesti più complessi.
Ma tra tutte le testimonianze, per noi di ASPMI è stato motivo di particolare orgoglio ascoltare quella del Graduato Aiutante Giacomo Patti, Medaglia d’Oro al Valore dell’Esercito per i fatti d’armi accaduti durante l’operazione “Antica Babilonia” in Iraq. Giacomo non è solo un Eroe riconosciuto dall’Esercito, ma è anche un nostro iscritto e componente del Direttivo Regionale ASPMI Sicilia. La sua presenza ha rappresentato un ponte ideale tra il passato e il futuro dell’Esercito, tra l’esperienza vissuta e i sogni di chi oggi muove i primi passi nella carriera militare.
Vogliamo ricordare con profondo rispetto la motivazione che ha accompagnato il conferimento della Medaglia d’Oro al nostro caro collega. Comandante di squadra fucilieri inquadrata nella Task Force “Antica Babilonia“, il 6 aprile 2004 a An Nasiriyah, Giacomo Patti attraversava di slancio il ponte sul fiume Eufrate sotto il violento fuoco delle milizie nemiche. Con il suo veicolo cingolato, garantiva una posizione strategica per l’immissione di un altro plotone e, nonostante i ripetuti inceppamenti dell’arma a bordo, continuava a combattere, a incitare i suoi uomini e a resistere per circa quattordici ore. La sua azione fu decisiva per il successo dell’operazione, senza subire alcuna perdita. Un esempio straordinario di coraggio, professionalità e attaccamento ai propri uomini.
L’Esercito Italiano non forma solo soldati, ma uomini e donne pronti a servire con onore, consapevoli dell’impegno che il giuramento militare rappresenta. Le conferenze di marzo sono state molto più che un momento di formazione: sono state un passaggio di testimone tra generazioni, in cui si è rinnovata quella catena di valori che dà forza e identità alle nostre Forze Armate.
A nome di tutta l’Associazione, esprimiamo il nostro orgoglio e gratitudine al collega e amico Giacomo Patti. La sua testimonianza è un faro per tutti coloro che credono nell’Istituzione e nella sua missione, e un esempio concreto di ciò che significa essere militari, oggi più che mai.